
Il Metodo
Il metodo di divulgazione dell'Officina dello Sguardo si fonda integralmente sul principio che la fotografia debba essere un atto consapevole e meditato, sintetizzato nella linea guida "Lo sguardo prima dello scatto" o, come riportato nei documenti tecnici, "Pensare l'immagine prima di scattarla".
Il nostro approccio
Focalizziamo i nostri sforzi sui seguenti punti chiave:
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Educazione al "vedere" prima che al "fotografare": Il percorso formativo mira a insegnare a osservare, interpretare e raccontare il mondo, restituendo profondità e significato alle immagini,. L'obiettivo non è la semplice padronanza tecnica, ma lo sviluppo di una capacità critica di lettura della realtà;
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La Previsualizzazione: Secondo il metodo dell'associazione, un'immagine deve essere progettata e previsualizzata ancora prima di premere il pulsante di scatto. Questo significa guardare il soggetto e chiedersi come la sua traduzione in immagine (ad esempio in toni di grigio per il bianco e nero) possa raccontarlo al meglio, analizzando contrasti e forme prima dell'azione;
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La fotografia come decisione, non come soluzione: L'Officina rifiuta l'uso della post-produzione o di filtri applicati a posteriori per "salvare" una foto insignificante. La fotografia è considerata una decisione consapevole che nasce dall'intenzione iniziale del fotografo e dal suo sguardo;
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Percorso multidisciplinare: Per sostenere questo metodo, la divulgazione non si limita alla tecnica fotografica ma attinge a
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Storia dell'arte: per comprendere la continuità dello sguardo tra pittura e fotografia.
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Linguaggio visivo: per analizzare segni, simboli e percezione.
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Composizione consapevole: per costruire l'inquadratura attraverso l'equilibrio di pesi visivi, geometrie e ritmi.
In sintesi, il metodo dell'Officina si allontana dall'automatismo moderno per recuperare la dimensione del pensiero e del racconto, dove ogni scatto è il risultato finale di un processo di osservazione profonda,.
